Territorio 

Taranto, buone notizie per i 46 lavoratori cimiteriali

Buone notizie per i 46 lavoratori cimiteriali. “A breve- spiega l’assessore Viggiano che ha curato la vicenda – si concluderà la procedura di gara per l’individuazione dell’operatore economico  cui affidare la gestione dei servizi cimiteriali per la durata di 30 mesi.

In questa fase, l’amministrazione Melucci ha voluto tutelare i 46 lavoratori impegnati  da oltre vent’anni nelle attività cimiteriali con il succedersi dei vari gestori. Per molti di loro questa occupazione costituisce l’unica fonte di reddito e l’ipotesi di un licenziamento è assolutamente scongiurabile. In questa città le sacche di disoccupazione sono preoccupanti pertanto non possiamo permettere azioni che possano alimentare questo fenomeno. Il nostro impegno va nella direzione di  una politica attiva del lavoro che punti  a prevenire e  a contrastare la disoccupazione dei lavoratori in generale e ad incrementare le possibilità occupazionali, soprattutto  in favore di quei lavori appartenenti ad una fascia di popolazione più debole, sia per tipologia che per collocazione lavorativa. Il Dlgs 50/2016 parla chiaro e prevede l’obbligo, e non la possibilità, di inserire nei relativi bandi di gara, avvisi ed inviti, specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato. A noi spetta ricordarlo e farlo rispettare. Con questa applicazione, sul fronte della opportunità e dell’ottimizzazione delle risorse umane, inoltre, il personale, che prima era alle dipendenze del vecchio affidatario , potrà passare al nuovo aggiudicatario, garantendo la continuità lavorativa, avendo nel tempo acquisito esperienza e competenza nel servizio”. “Con questi argomenti – conclude Francesca Viggiano – incontreremo l’azienda che si aggiudicherà il nuovo appalto e chiariremo subito che il servizio deve garantire la stabilità e la continuità occupazionale e che, in alcun modo, in corso d’opera l’organizzazione aziendale proposta in sede di offerta tecnica, potrà subire modifiche che non siano state concordate e condivise con l’amministrazione, in questo caso stazione appaltante”.

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