Cronaca 

Sequestrati beni per oltre 27 milioni di euro per reati fallimentari

Militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo – ex art. 321 c.p.p. – di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie ammontanti complessivamente a 27 milioni e 340 mila euro, nei confronti di 9 persone componenti un’associazione per delinquere e di 4 società operanti nel settore edilizio ed immobiliare.

Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica di Taranto, scaturisce da indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria per reati fallimentari posti in essere da una società con sede a Martina Franca (TA), già in procedura di liquidazione, esercente lavori nel settore delle costruzioni edili.

L’attività investigativa ha consentito di accertare l’operatività della predetta associazione finalizzata alla commissione di reiterati illeciti in materia di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio, perpetrati da 5 persone tutte residenti a Bari e provincia, appartenenti allo stesso nucleo familiare, le quali di fatto gestivano con la complicità di vari prestanome, diverse società tra loro collegate.

Tutte le suindicate persone, in concorso tra loro, hanno effettuato più azioni contabili illecite finalizzate alla distrazione di disponibilità finanziarie, di quote di capitale sociale e di numerosi beni aziendali di proprietà della società martinese, i quali sono stati poi dirottati ad altre società a loro stesse riconducibili, che di fatto hanno proseguito l’attività lavorativa della società fallita. Quest’ultima, nonostante fosse ormai già priva di immobilizzazioni strutturali e tecniche, di personale dipendente e di qualsivoglia organizzazione economico – produttiva, continuava ad acquisire commesse di lavori per poi sub-appaltarle alle “consorelle” del gruppo impresario barese, garantendo così di fatto una cospicua movimentazione finanziaria a beneficio del sodalizio criminoso e in danno dei creditori anche attraverso società con sede in Lussemburgo.

E’ stato, inoltre accertato che gli indagati, al fine di salvaguardare i propri interessi, hanno fittiziamente ceduto le quote di una società a loro riconducibile ad un compiacente prestanome all’irrisorio prezzo di € 1.000 a fronte di un valore reale quantificato in € 20.000.000. All’esito dell’attività, i 14 attori del sodalizio criminoso, sono stati denunziati all’Autorità Giudiziaria per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di plurimi delitti di bancarotta fraudolenta anche attraverso falso in bilancio e fittizia intestazione di valori (art. 416 C.P. , art. 216 e 223del R.D. nr. 267/1942 – Legge Fallimentare, art 512 bis c.p.).

Il sequestro di 27 milioni e 340 mila euro è corrispondente al valore complessivo delle distrazioni accertate nonché dei profitti illeciti connessi al reato di bancarotta fraudolenta.(com)



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