Cronaca 

Maltrattamenti in famiglia, divieto di avvicinamento per due uomini

La Squadra Mobile ha notificato due ordinanze di divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla parte offesa emesse dal G.I.P. dr. Giuseppe Tommasino (su proposta rispettivamente dei P.M. dr.ssa Antonella De Luca e dr. Enrico Bruschi) a carico di due tarantini responsabili del reato di maltrattamenti in famiglia.

In particolare, il primo, tarantino di 62 anni, si è reso responsabile di continue vessazioni nei confronti della propria moglie, provocando la totale soggezione della donna nei suoi confronti, con continui episodi di violenza fisica anche di fronte ai figli che, all’epoca dei fatti, erano minori.
Uno degli episodi più gravi, raccontato dalla denunciante, denota il tasso di aggressività al quale l’uomo era giunto: durante una fisiologica discussione, scagliò contro la coniuge un portacenere, colmo di mozziconi di sigarette e di cenere, afferrandola per i capelli e sbattendole la testa contro la porta di ingresso. Proprio in quell’occasione, i sanitari del Pronto Soccorso, che hanno prestato le prime cure alla donna, hanno accertato una frattura scomposta dell’omero, con conseguente sottoposizione ad intervento chirurgico.
In altre occasioni, l’uomo si è scagliato, schiaffeggiandolo, contro un conoscente che aveva incontrato la moglie per strada, inveendo contro di lei prima con le parole, poi colpendola con ripetuti schiaffi.
Nello scorso mese di febbraio, la moglie ha trovato i propri indumenti riposti in alcune buste di plastica, abbandonati sul pianerottolo della propria abitazione, constatando l’avvenuta sostituzione della serratura finalizzata alla estromissione dall’abitazione sino ad allora rimasta comune.
Attesa l’aggressività dimostrata in più occasioni dall’uomo e atteso il pericolo concreto di reiterazione di condotte della stessa indole, è stata disposta l’applicazione della misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi da questa frequentati, in particolare con il divieto assoluto di avvicinarsi all’abitazione di residenza della stessa e al luogo ove la stessa espleta eventualmente attività lavorativa. È stato inoltre imposto il divieto assoluto di comunicare con la persona offesa attraverso qualsiasi mezzo telefonico o telematico.

La seconda ordinanza ha colpito un uomo di 49 anni, tarantino che ha posto in essere condotte reiterate configurabili nei reati di maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori nei confronti della propria ex moglie ed dei figli minori.
In particolare, l’uomo, maltrattava la coniuge, pretendendo continuamente di conoscere con chi la donna era al telefono, cancellando dal personal computer i documenti di lavoro della donna.
Vietava al figlio minore di uscire, staccava improvvisamente la spina del televisore mentre lo guardava, gli impediva di studiare con rumori molesti causati premeditatamente, lo svegliava durante la notte, cancellava l’utenza mobile per provocare la perdita di dati utili alla frequenza scolastica del ragazzo, vietava di ricevere coetanei ed amici.
Inoltre, anche dopo la separazione di fatto, continuava a molestare la coniuge, attendendola sotto l’abitazione familiare, chiedendo assillantemente ai figli minori chi fosse il nuovo compagno della loro mamma. È giunto altresì a rifiutarsi di accompagnare la figlia minore presso la residenza materna, costringendola, contro la sua volontà, per circa quaranta minuti.
Con questa premesse, è stato quindi emesso il divieto di avvicinamento alla coniuge, ai figli minori, alla abitazione familiare, al luogo di lavoro della moglie e agli istituti scolastici dei figli.

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