Politica 

De Giorgi (M5S): “Il porto di Taranto fuori dalla Via della Seta? Parlano i soliti detrattori”

“Non avevo alcun dubbio che il memorandum firmato oggi da Italia e Cina avrebbe sollevato polemiche a seguito dell’estromissione del Porto di Taranto da quella che rappresenta una nuova occasione di sviluppo: la cosiddetta ‘via della seta’. Non avevo alcun dubbio perché, approfittando di questa situazione, i ‘soliti detrattori’ hanno dato addosso all’attuale Governo sostenendo che ancora una volta ha ignorato le istanze e le aspettative della ‘città dei due mari’ “. Così come non avevo dubbi che i ‘soliti detrattori’ nell’affannarsi a dare addosso al Governo avrebbero dimostrato di avere una memoria molto corta”.
A renderlo noto in un post su Facebook la parlamentare tarantina del M5S Rosalba De Giorgi.

“La conferma a ciò che dico – prosegue l’On. De Giorgi – si ricava dalla cronistoria di questo progetto. Tutto parte dal 2009, quando un potente gruppo imprenditoriale cinese cominciò a guardare con molto interesse al porto di Taranto tanto che aveva pensato di far divenire lo scalo ionico il terminale delle merci che, provenienti dalla Cina, passavano dal canale di Suez. All’epoca alla possibilità di investire in Grecia, precisamente sul porto del Pireo, i cinesi non ci pensavano nemmeno un po’: Taranto era la loro prima opzione. Ma nel corso degli anni cosa è successo? Cosa li ha spinti a cambiare obiettivo? Semplice, a frenare ogni aspirazione degli imprenditori asiatici fu l’immobilismo degli allora governanti nazionali e regionali che non presero in considerazione le potenzialità del porto tarantino. Nel 2013, sempre i cinesi, diedero vita alla cosiddetta “via della seta” ed anche in quella occasione Taranto per loro rappresentava uno dei cardini del progetto. Ma per motivi che tutti conosciamo (e che in pochi vogliono ammettere) non se n’è fatto più nulla con il risultato che la Cina ha deciso di investire i suoi renminbi in Grecia. Ma non basta. Sbaglia chi sostiene che Taranto non è stata inserita da questo Governo nell’accordo siglato questa mattina: già da oltre un anno e mezzo era stato deciso (anche se adesso tutti fingono di non saperlo) che “la via della seta” avrebbe toccato solo i porti di Genova e Trieste perché quelli del Sud non erano strutturalmente adeguati. Già si sapeva… eppure è stato molto più comodo additare l’attuale Governo come responsabile di quanto stabilito in precedenza. E poco importa ai “soliti detrattori” se le vie del rilancio per Taranto non sono chiuse. Ma questa è un’altra storia….”, conclude la parlamentare del M5S.



Articoli Correlati