Ilva. Bonelli, lettera aperta a Michele Emiliano

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“O si bonifica o si chiude. La salute dei cittadini prima di tutto. L’Ilva non è solo una industria, è il simbolo di un cambiamento possibile per l’intera Puglia.

Una sfida grande e decisiva. Uno dei primissimi atti della legislatura sarà quello di aprire un immediato tavolo di trattativa governo-regione sulla salute dei tarantini e sulle prospettive dell’industria. O si ambientalizza e si bonifica, oppure, non ci mancherà il coraggio di chiederne la chiusura, per salvaguardare la vita delle persone.” Così in un post su Facebook e Twitter il candidato alla presidenza della Regione Puglia e segretario regionale del Pd Michele Emiliano.

La lettera del co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli a Michele Emiliano che riportiamo integralmente:

Il post che hai scritto e stai facendo girare sui social network mi ha profondamente colpito e scosso, non tanto dalla finalità quella di prendere voti, siamo in campagna elettorale e purtroppo c’è la pessima abitudine di dire tutto e il contrario di tutto, ma dal contenuto del messaggio sbagliato e volutamente superficiale. Il dramma tarantino avrebbe richiesto maggiore sensibilità, conoscenza del problema e rispetto.

Dici che uno dei tuoi primi atti della legislatura sarà quello di aprire un immediato tavolo di trattativa governo-regione sulla salute dei tarantini e sulle prospettive delle industrie. Ma com’è possibile fare un’affermazione del genere quando il PD di cui tu sei il presidente regionale ha approvato con il voto dei deputati pugliesi del PD bene 7 decreti salva Ilva che hanno sospeso i diritti costituzionali dei cittadini da quelli della tutela ambientale e della salute. L’ultimo decreto salva Ilva è stato un colpo a tutta la città e alla sua popolazione: è stata introdotta l’immunità penale per i commissari dell’Ilva e un condono di ben il 20% sulle prescrizioni ambientali che già erano insufficienti e che ora grazie a questo decreto sono diventate un colabrodo. Di tavoli ne sono stati fatti a decine e sono serviti solo a calpestare i diritti della popolazione tarantina e a non voler costruire un’alternativa economica-industriale a quella attuale! Dici che si deve “ambientalizzare” e bonificare. Ma tu sai bene, perché i dati della valutazione del danno sanitario della regione li conosci , che nel caso di piena attuazione delle prescrizioni AIA a rischio mortalità a Taranto rimarrebbero 12.500 persone e come sai il decreto ultimo salva Ilva ha condonato del 20% le prescrizioni ambientali per cui non ci sarà piena attuazione. Come si può parlare di “ambientalizzare” lasciando la città e la sua popolazione a un rischio così drammatico ed elevato? Parli di bonifiche ma nessuno le vuole fare a partire dal governo con i suoi decreti. Servirebbero otto miliardi di euro necessari per bonificare i terreni, invece avete deciso di utilizzare 1,2 miliardi di euro sequestrati dal tribunale di Milano ai Riva per evasione fiscale per mettere a posto gli impianti Ilva, altro che bonifiche !! Si lasciano abbandonati i terreni dove prima pascolavano gli animali (tutti abbattuti) contaminati di diossina, le falde rimarranno inquinate, i fondali del mare pure !!! Con l’ultimo decreto Salva Ilva è stata messa una pietra tombale sui risarcimenti alle vittime dell’inquinamento, che non verranno decisi dal tribunale di Taranto ma da quello di Milano all’interno della procedura di istanza fallimentare dell’Ilva. I creditori Ilva si metteranno in coda a chi ha perso figli, mogli, marito e famigliari. Moralmente inaccettabile ! Alcuni giorni fa a Taranto hai fatto un comizio e ad applaudirti c’era Ludovico Vico, quel deputato che nelle intercettazioni con Girolamo Archinà diceva che bisognava far sputare sangue al senatore Roberto Della Seta perché si stava opponendo al decreto Salva ilva sul benzoapirene. C’era anche Michele Pelillo che senza alcun pudore in televisione, ha dichiarato che i fumi dai camini dell’Ilva erano solo vapore acqueo. Hai candidato Donato Pentassuglia assessore alla Sanità imputato nel processo Ambiente Svenduto. Hai detto che Ippazio Stefano è stato il miglior sindaco di Taranto, anche lui con richiesta di rinvio a giudizio e intercettato al telefono con Archinà mentre gli chiedeva consigli su come fare un’ordinanza che riguardava la tutela della salute della popolazione. A Taranto sono queste le persone che ti sostengono. Perché? Mi spiace ma queste cose te le dovevo dire perché non è vero che in campagna elettorale si può dire tutto e senza conseguenze. Avete deciso di non avviare una conversione industriale radicale e forte su Taranto, ma in Europa invece c’è una classe dirigente politica che quel coraggio lo ha avuto a partire da Bilbao dove hanno realizzato un sogno che sarebbe possibile realizzare a Taranto. Il futuro di Taranto non potrà essere un’economia alla diossina!