Il Rito del pellegrinaggio. In diretta su GirWebTV

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Sono tre i momenti essenziali dei riti della Settimana Santa tarantina: il Pellegrinaggio, l’Addolorata e i Misteri.

Il Rito del Pellegrinaggio nella nostra città ha inizio il Giovedì Santo, con l’uscita ad intervalli dall’antica chiesa del Carmine, dei Perdoni, (le Perdúne in dialetto tarantino) coppie o poste di Confratelli, così chiamati in ricordo dei pellegrini che si recavano a Roma per ottenere il perdono dei peccati. I Perdoni scalzi, escono in pellegrinaggio, sostando in preghiera e penitenza nelle chiese dove sono allestiti gli “ altari della reposizione “ (erroneamente chiamati sepolcri, in quanto il Giovedì Santo Gesù non è ancora morto). Durante l’adorazione degli “ altari della reposizione “, in occasione del Pellegrinaggio, dopo la genuflessione i Perdoni si dispongono sull’inginocchiatoio, alzandosi i cappucci, fino al sopraggiungere di un’altra coppia.

Un rituale molto suggestivo si svolge quando le coppie di Perdoni si incrociano fra loro e fanno un saluto particolare: “ u salamelicche “ ( dall’arabo Salam, la pace sia con te ), sbattendosi sul petto il cordone che cinge l’abito confraternale col rosario ripieno di medaglie.
La loro andatura lentissima e cadenzata è chiamata in dialetto “nazzecata”. La lentezza è la contrapposizione alla vita frenetica di ogni giorno: nella lentezza si pensa di più alle proprie colpe per le quali si chiede perdono. L’incedere lentissimo ed ondulatorio dei Perdoni, in linea con le emozionanti marce funebri, da secoli rappresenta uno degli aspetti di maggiore coinvolgimento sia per i tarantini che per i tanti turisti che accorrono per i Riti in città.
Per i confratelli che partecipano ai riti della Settimana Santa tarantina, suggestiva è la vestizione: ogni particolare dell’abito che indossano è intriso di significato, a partire dal colore, bianco, ritenuto sacro, ma anche penitenziale.
I confratelli del Carmine indossano un lungo e ampio camice bianco sul quale viene fatto ricadere uno scapolare nero, elemento dell’appartenenza alla famiglia Carmelitana, con due “ facce “ collegate da nastri bianchi: una dovrà pendere davanti e l’altra dietro, con le scritte ricamate in azzurro “ Decor “e                 “ Carmeli“.
Alla cintura che stringe il camice all’altezza della vita vengono appesi, a destra, un lungo rosario nero con medaglie sacre ed un crocifisso; sulla sinistra del camice, invece, pende una cinghia di cuoio nero che sta a rappresentare la frusta che colpì Gesù.
Sulle spalle c’è la “ mozzetta “, una mantellina formata da un solo pezzo circolare di lana color crema, chiusa davanti con ventidue bottoncini neri.
Il cappuccio, composto da due ampi triangoli di lino bianco, cuciti insieme, con due forellini all’altezza degli occhi, è il simbolo patriarcale che imponeva di scoprire il capo soltanto al cospetto di Dio.
Quindi, il cappello nero, bordato con un nastro blu chiaro, dai cui lati scendono altri due nastri anch’essi blu, indossato in testa sul cappuccio o appoggiato sopra le spalle, fissato in vita con un nastro che viene fatto passare attraverso un’asola che si trova nell’abbottonatura della mozzetta.
I Perdoni, durante il loro pellegrinaggio nelle chiese, portano il cappello in testa perché Gesù non è ancora stato crocifisso; quando, invece, escono per la Processione dei Misteri, il Venerdì Santo, il cappello lo hanno dietro le spalle in segno di lutto perché “ tutto si è compiuto “.
Indossano candidi guanti bianchi e, con una delle due mani, impugnano la “ mazza “, lungo bastone bianco con una cima in pomello nero, che simboleggia l’antico bastone dei pellegrini.
I riti della Settimana Santa tarantina rappresentano un vero momento di coinvolgimento emozionale il cui effetto non è descrivibile con parole. Partecipare è l’unico vero modo per comprendere con pienezza le sensazioni che questa tradizione culturale e di fede riesce a trasmettere. Tutti i riti vengono accompagnati da un clima di totale partecipazione: ogni cittadino, di qualsiasi età, partecipa pienamente alle manifestazioni ed anche la città, con il suo mare e le sue bellezze sembra dedicarsi in modo completo ai riti, offrendo una cornice davvero unica.

 Flory Carenza